Salta al contenuto principale

REDCLOUD

Il cancro del colon-retto (CRC) è il terzo tumore più comunemente diagnosticato tra gli uomini e le donne in tutto il mondo. Al momento della diagnosi, circa il 20% dei pazienti affetti da CRC hanno già sviluppato malattie metastatiche, essendo la sede metastatica più comune il fegato, seguito dal polmone.

Nell'ambito della malattia resecabile, il trattamento sistemico rimane controverso con un consenso non pienamente condiviso sull’indicazione della terapia neoadiuvante e adiuvante. Al fine di standardizzare il trattamento post-chirurgico del CRC metastatico operabile (mCRC), è necessaria una più approfondita determinazione del rischio per ciascun paziente.

L'attuale gold standard per il monitoraggio della risposta al trattamento e della ricaduta dopo l'intervento chirurgico in pazienti CRC si basa sulla diagnostica per immagini. Nonostante l'uso consolidato nella pratica clinica, questo approccio mostra notevoli limitazioni come la riproducibilità tra gli osservatori e all'interno dell'osservatore, la categorizzazione limitata, l'uso di radiazioni che possono essere dannose, i costi e le difficoltà di accesso a causa di lunghe liste d’attesa.

Un'analisi complementare basata sulla quantificazione del biomarcatore antigene carcino-embrionico nel sangue (CEA) viene attualmente eseguita. Purtroppo, sebbene più economica e priva di effetti collaterali, questa tecnica manca di sufficiente sensibilità e specificità.

Negli ultimi anni, è stato evidenziato come l'utilizzo del DNA derivato dal tumore circolante (ctDNA), attraverso l'implementazione della biopsia liquida, possa fornire una nuova era di profilazione genomica completa durante l'intero decorso della malattia, dalla diagnosi iniziale al trattamento e alla progressione.

La biopsia liquida potrebbe essere utilizzata per selezionare i pazienti ad alto rischio, programmare  interventi post-chirurgici mirati e costituire uno strumento efficace per la diagnosi precoce di recidiva.

Con queste premesse, abbiamo progettato lo studio REDCLOUD per:  i) stabilire se la malattia minima residua post-chirurgica (MRD) possa essere misurata nel plasma dopo chemioterapia neo-/adiuvante, chirurgia e/o durante il periodo di follow-up in pazienti mCRC resecati ii) verificare se i marcatori epigenetici possano essere utilizzati per stimare con biopsia liquida la quantità totale di ctDNA in pazienti in stadio mCRC con malattia resecabile alla diagnosi, MRD post-chirurgico e alla ricaduta, iii) stabilire se la MRD post-chirurgica possa identificare pazienti che avranno ricadute.

About

Inaugurato nel 1997, l'Istituto di Candiolo si configura quale centro di riferimento internazionale per la cura e la ricerca nell'ambito delle malattie oncologiche.