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MOR208C310

Il razionale è il seguente: come dimostrato nello studio L-MIND, l’associazione di tafasitamab e lenalidomide è attiva nei pazienti con DLBCL R/R. Dai dati di sicurezza emerge che tafasitamab aggiunge poco in termini di tossicità al ben noto profilo di sicurezza della lenalidomide in monoterapia. Il CD20 e il CD19 mostrano un’elevata espressione selettiva sulla superficie delle cellule del DLBCL e, pertanto, sono bersagli adatti per gli anticorpi terapeutici. In vitro, l’associazione di tafasitamab e rituximab induce un aumento dell’ADCC e dell’uccisione diretta delle

cellule tumorali (data on file). Poiché la lenalidomide, in qualità di farmaco immunostimolatore, potenzia l’azione di tafasitamab e rituximab, questa associazione dovrebbe esercitare una potenziale azione sinergica. L’azione diretta contro il CD19, un importate recettore costimolatore del recettore per i linfociti B, può determinare una riduzione della sopravvivenza e della proliferazione delle cellule del DLBCL, e diminuire la capacità del tumore di sviluppare resistenza contro il regime R-CHOP. Un sottogruppo di pazienti con DLBCL mostra bassi livelli di espressione del CD20 (Johnson, et al., 2009; Tokunaga et al., 2014; Choi et al., 2016; Boltežar et al., 2018), che sono stati associati a una sopravvivenza minore (EFS a 5 anni pari al 39,4% nei pazienti con bassa espressione del CD20 contro il 66,5% nei pazienti con alta espressione) (Choi et al., 2016). Pertanto, nei pazienti con bassi livelli di espressione del CD20, agire su un altro antigene indipendente associato ai tumori a cellule B potrebbe rivelarsi utile dal punto di vista terapeutico.

La sicurezza e l’efficacia preliminare di tafasitamab + lenalidomide in aggiunta al regime R-CHOP o di tafasitamab in aggiunta a R-CHOP sono oggetto di valutazione dello studio di fase Ib randomizzato First-MIND (NCT04134936) in corso di svolgimento su pazienti con DLBCL non precedentemente trattato. Al 7 agosto 2020 erano stati randomizzati 65 pazienti, compresi i 24 pazienti per la fase di run-in di sicurezza. I dati relativi al run-in sono stati esaminati dalla Commissione indipendente di monitoraggio dei dati e della sicurezza (iDSMB) che ha emesso la raccomandazione di proseguire lo studio senza apportare modifiche. La sicurezza sarà controllata ed esaminata in modo continuativo dal promotore e dall’iDSMB.

Questo studio di fase III, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo è volto a confrontare l’efficacia e la sicurezza di tafasitamab più lenalidomide in aggiunta a R-CHOP rispetto a R-CHOP in pazienti con DLBCL di nuova diagnosi, a rischio intermedio-alto e alto, non precedentemente trattati.

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Inaugurato nel 1997, l'Istituto di Candiolo si configura quale centro di riferimento internazionale per la cura e la ricerca nell'ambito delle malattie oncologiche.