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ISG-Strada

La doxorubicina in monoterapia è considerata il trattamento medico standard di prima linea nei sarcomi in fase avanzata di malattia, e quindi anche negli SFT localmente avanzati/metastatici. Tuttavia la sua attività in questo particolare tipo di tumore è poco nota. Non sono infatti mai stati condotti studi prospettici e sono disponibili solo dati clinici retrospettivi. In particolare vi è uno studio retrospettivo condotto presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori in collaborazione con la Rete Italiana Tumori Rari, su circa 30 Pazienti portatori di SFT trattati con antracicline in monoterapia o con antracicline in combinazione con ifosfamide che ha mostrato una probabilità di risposta intorno al 20% (RECIST) e un intervallo libero da progressione di circa 4 mesi. Tra gli altri farmaci citotossici, vi sono dati preclinici e clinici retrospettivi che hanno mostrato la possibile attività della dacarbazina (DTIC) e della trabectedina, quest’ultima approvata per il trattamento dei sarcomi dei tessuti molli a partire dalla seconda linea, dopo il fallimento di una precedente chemioterapia a base di antracicline. Relativamente ai dati preclinici, sono stati recentemente condotti presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori e presso l’Istituto Mario Negri di Milano degli esperimenti in modelli animali (PDX) portatori di SFT dediffereziato ad alto grado per la valutazione comparativa dell’attività di doxorubicina, DTIC, ifosfamide in monoterapia e in combinazione, e della trabectedina. Essi hanno mostrato, tra l’altro, che la combinazione di doxorubicina e DTIC è molto attiva e sinergica, e che anche la trabectedina è molto attiva sulla variante più aggressiva di questo tumore.

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Inaugurato nel 1997, l'Istituto di Candiolo si configura quale centro di riferimento internazionale per la cura e la ricerca nell'ambito delle malattie oncologiche.