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GERSOM

Lo studio si propone di studiare un pannello di geni (GerSom), ovvero una metodica per la ricerca di alterazioni molecolari a livello genetico, con l’obiettivo di promuovere la collaborazione attiva tra gli Istituti italiani di Ricerca per la cura sul Cancro, favorire lo scambio di conoscenze e informazioni scientifiche e creare una strategia di sviluppo comune nella ricerca in ambito oncologico.
Circa il 10% dei tumori mammari, il 20% dei tumori ovarici e il 10% dei tumori del colon risultano associati a mutazioni genetiche “germinali”, ossia ad alterazioni del DNA presenti in tutte le cellule del corpo, fin dal concepimento, nelle persone che ne sono portatrici. Queste mutazioni possono essere associate ad un rischio maggiore di sviluppare tumori nel corso della vita, e possono essere presenti anche nei familiari di queste persone. Queste stesse mutazioni, se presenti solo nel tessuto tumorale, vengono definite "somatiche". Le mutazioni somatiche non sono associate ad un rischio aumentato di sviluppare altri tumori nel corso della vita, tuttavia testarle può aiutare a meglio classificare i tumori poiché possono essere associate ad una aumentata sensibilità ad alcuni trattamenti.
Le mutazioni sia somatiche che germinali possono quindi aiutare nella scelta della più giusta terapia.
L'identificazione dei soggetti portatori di tali mutazioni avviene mediante dei test di laboratorio basati su metodiche di analisi del DNA. Recentemente si è resa disponibile una nuova metodica che, ha i vantaggio di testare uno spettro più ampio di geni in tempi molto più rapidi. Si tratta del cosiddetto sequenziamento del DNA di nuova generazione (NGS).
Questo ospedale, insieme ai principali Istituti italiani di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, intende perseguire un programma di ricerca in cui il test genetico con la metodica NGS, viene offerto a tutti i pazienti con le seguenti tipologie di tumore:

  • carcinoma mammario diagnosticato sotto i 40 anni di età o con alcune particolari caratteristiche istologiche (tumori che non esprimono recettori ormonali e Herb2)
  • carcinoma ovarico (tranne le pazienti con tumori ad incerta malignità o di tipo ”borderline”)
  • carcinoma del colon-retto diagnosticato sotto i 50 anni.

L'esame verrà eseguito sia su un campione di sangue periferico che sul tumore prelevato al momento dell'intervento chirurgico (e anche su un campione di tumore prelevato prima della chemioterapia se dovesse averne già ricevuta una). Dai campioni raccolti, sarà estratto materiale genetico così da identificare sia mutazioni somatiche (presenti soltanto nel campione chirurgico/bioptico) che germinali (identificate anche nel campione di sangue).
L'obiettivo di questo studio è valutare la performance di un test genetico, basato sull’analisi di 172 geni implicati nella predisposizione genetica a diverse forme di tumori (pannello GerSom), attraverso il suo confronto con le metodiche standard.
Il risultato atteso è che la presenza delle mutazioni identificate attraverso questo test venga confermata con l’utilizzo delle metodiche standard attualmente in uso nei centri di ricerca.
In particolare si andrà a misurare:

  • la percentuale di mutazioni identificate attraverso il test oggetto di studio riscontrate anche con l’utilizzo di metodiche standard;
  • la percentuale di pazienti che risulta portatore di mutazione e di altre caratteristiche molecolari del tumore, contenute nel pannello Gersom;
  • la percentuale di pazienti portatori di riarrangiamenti cromosomici nel codice genetico;
  • il tempo necessario per ottenere il risultato dell’esame;
  • i livelli di espressione di alcuni geni rilevanti per la scelta terapeutica;
  • come le mutazioni trovate siano correlate con la prognosi della malattia e la risposta e la tossicità ai trattamenti utilizzati per curarla (chemio e radioterapia);
  • come la chemioterapia che si è ricevuto ha cambiato il tumore rispetto alla insorgenza o scomparsa di alcune mutazioni somatiche;
  • come le mutazioni possono essere associate ad alcune caratteristiche del tumore da un punto di vista istologico;
  • la frequenza di 196 varianti geniche incluse nel pannello Gersom, chiamate SNPs (polimorfismi a singolo nucleotide), determinate da mutazioni di tipo puntiforme nel DNA e correlate al metabolismo dei farmaci utilizzati nella pratica clinica per il trattamento della patologia;
  • il rischio di insorgenza del tumore associato alla presenza di mutazioni geniche germinali.
  • l’intero pannello di molecole, chiamate mRNA, prodotte all’interno delle sue cellule come risultato dell’attivazione dei geni.
  • Verrà infine costituita una biobanca di biopsie liquide (finalizzata alla ricerca futura del DNA del tumore su un prelievo di sangue) di pazienti affetti da tumore dell’ovaio, del colon e della mammella.

L’obiettivo finale è quindi quello di migliorare la diagnostica molecolare, al fine di consentire ai pazienti con diagnosi di tumore dell’ovaio, della mammella o del colon di usufruire di una terapia personalizzata per la cura della loro malattia.
 

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Inaugurato nel 1997, l'Istituto di Candiolo si configura quale centro di riferimento internazionale per la cura e la ricerca nell'ambito delle malattie oncologiche.